stato di palestina
Magen Broshi, The Population of Western Palestine in the Roman-Byzantine Period, Bulletin of the American Schools of Oriental Research, No. L'UNSCOP raccomandò anche che il Regno Unito cessasse il prima possibile il suo controllo sulla zona, sia per cercare di ridurre gli scontri tra la popolazione di entrambe le etnie e le forze britanniche, sia per cercare di porre fine alle numerose azioni terroristiche portate avanti dai gruppi ebraici, che avevano raggiunto il loro massimo pochi mesi prima proprio contro il personale britannico, con l'attentato dell'Hotel "King David" di Gerusalemme e i suoi 91 morti. [67] Oltre al toponimo Filistea, che però si riferisce solo alla regione costiera e meridionale cioè quella abitata dai Filistei, e al termine Eretz Yisrael "Terra di Israele", Eretz Ha-Ivrim "Terra degli ebrei" riferita alla parte di territorio popolata dagli Israeliti, e alle locuzioni poetico-religiose "Terra in cui scorre latte e miele" e "Terra Promessa", tutto il territorio a occidente del fiume Giordano in generale viene anche indicato come "Terra di Canaan", in quanto precedentemente abitato dai Canaaniti (o Cananei). Questa è la ragione per cui è necessario che sia garantita internazionalmente l'esistenza di un focolare nazionale ebraico in Palestina e riconosciuta formalmente la sua esistenza in base agli antichi legami storici.». La bandiera della Palestina (in arabo: علم فلسطين) è un tricolore di tre strisce orizzontali uguali (nero, bianco e verde dall’alto verso il basso) sovrapposte da un triangolo rosso che esce dal paranco. Nella mitologia biblica i Cananei sono i discendenti di Canaan figlio di Cam. La Società delle Nazioni riconosceva gli impegni presi da Balfour, pur rimarcando che questo non doveva essere effettuato a discapito dei diritti civili e religiosi della popolazione non ebraica preesistente. Ma, per poter far sì che questa comunità abbia le migliori prospettive di libero sviluppo e possa offrire la piena possibilità al popolo ebraico di mostrare le proprie capacità, è essenziale che sia riconosciuto che questo è in Palestina di diritto e non perché tollerato. La popolazione israelita tentò di ribellarsi a più riprese al potere romano, ad esempio con Giuda il Galileo nel 6 d.C. La prima guerra giudaica iniziatasi nel 70 d.C. portò alla distruzione del Tempio. McCarthy nel suo studio cita anche gli studi di Roberto Bachi (membro dell'Israel Academy of Sciences and Humanities e primo presidente dell'Israeli Statistical Association) secondo il quale vi sarebbe stata un'immigrazione araba non registrata di circa 900 persone all'anno per un totale di 13 500 nel periodo compreso tra il 1931 e il 1945[68]. Anche questo piano fu respinto da entrambe le parti. I successivi 25 anni (1922-1947), che videro un massiccio aumento della popolazione ebraica (passata dai poco più di 80 000 abitanti agli inizi degli anni 20 ai circa 610 000 del 1947) tramite l'immigrazione prima legale e poi (dopo il 1939 e le limitazioni imposte dal Libro Bianco[16]) illegale, furono comunque caratterizzati da episodi di violenza e di reciproca intolleranza, che sfociarono in diverse rivolte generalizzate nel 1920, nel 1929 e nel triennio 1936-39. Con il tempo il Regno di Giuda divenne de facto uno stato vassallo e diversi territori della Palestina furono frazionati e passarono sotto diretta amministrazione romana. Queste province furono conquistate dai califfi arabi nel settimo secolo; ʿUmar divise la Palestina in due distretti amministrativi (Jund) simili alle province romane e bizantine: Filastin ("Palestina", grosso modo corrispondente alla Palestina Prima bizantina), con capitale Lidda e poi Ramla, e al-Urdun ("Giordania", grosso modo corrispondente alla Palestina Secunda bizantina), comprendente la Galilea e Acri.[8]. Nel 1939 i britannici, alla fine di 3 anni di guerra civile, nell'impossibilità di creare due stati indipendenti e con continui attentati, sia da parte di gruppi terroristici ebraici contro i suoi soldati e contro la popolazione civile, sia da parte araba contro i coloni ebrei, produssero il Libro Bianco del 1939[16], con cui si metteva un freno all'immigrazione ebraica (un massimo di 75 000 coloni nei successivi 5 anni, a patto che fosse possibile assorbirli nel tessuto sociale ed economico palestinese) secondo quanto già raccomandato dal Rapporto Shaw del 1929 e dalla Commissione Hope Simpson del 1930; queste ultime avevano individuato nella massiccia immigrazione ebraica, nelle politiche di assegnazione delle terre ai coloni e nella conseguente crescita della disoccupazione tra la popolazione araba preesistente, alcuni dei principali motivi di instabilità sociale della Palestina. La "Palestina" rimase sotto il dominio dei turchi (Impero Ottomano) per 400 anni, fino a quando essi la persero alla fine della Prima guerra mondiale a favore del Regno Unito. [senza fonte] Tuttavia successivamente l'interpretazione della risoluzione che voleva il ritorno di tutti i rifugiati e il loro rimborso venne negata da Israele e dai sostenitori della presenza dello stato ebraico, specificando che la risoluzione usava "should" (una forma del verbo "dovere" meno rigida rispetto a "must") e che, visto lo Stato di guerra permanente, la "earliest practicable date" ("prima data possibile") in cui i rifugiati palestinesi possano voler tornare in patria per vivere in pace con i loro vicini non era ancora giunta. La risoluzione e il diritto di ritorno dei profughi fu però confermato più volte dall'ONU in diverse raccomandazioni e risoluzioni successive. Il gruppo dell'Irgun, molto più attivo dell'Haganah per quello che riguarda la lotta contro i britannici, dichiarò una tregua (che restò in vigore dal 1940 al 1943) e arruolò molti dei suoi componenti nell'esercito britannico e nella Brigata Ebraica. La complessa organizzazione amministrativa della provincia romana di Giudea (Iudaea) riflette una certa turbolenza politica, in gran parte dovuta a motivi religiosi di conflitto tra Ebrei e Romani. Stato di Palestina Dawlat Filastin La Palestina si trova nel Medio Oriente e consiste di due parti distinte, la più grande Cisgiordania a nord-est del Mar Morto e la Striscia di Gaza, più piccola e che si estende lungo il Mar Mediterraneo arrivando al confine con l'Egitto a sud-ovest. Nel dicembre 1948 l'Assemblea Generale dell'ONU approvò (con voto contrario o astensione di molti paesi musulmani[32]) la Risoluzione 194[33] che (tra le altre cose), riguardo ai profughi sia palestinesi sia ebrei della Palestina, dichiarava che doveva essere consentito il ritorno alle loro case ai profughi che volessero tornare in pace e che dovevano essere risarciti per la perdita della proprietà quelli che avessero scelto altrimenti: «Resolves that the refugees wishing to return to their homes and live at peace with their neighbours should be permitted to do so at the earliest practicable date, and that compensation should be paid for the property of those choosing not to return and for loss of or damage to property which, under principles of international law or in equity, should be made good by the Governments or authorities responsible», «Dichiara che i rifugiati che hanno volontà di tornare alle loro case e vivere in pace con i loro vicini dovrebbero essere possibilitati a farlo il prima possibile, e che deve essere pagata una compansazioni per coloro che decideranno di non tornare, per rimborsarli della perdita delle proprietà o per i danni alle stesse di cui, secondo i principi della legge internazionale o secondo equità, devono essere indennizzati dal governo o dalle autorità responsabili». Nel Libro Bianco veniva anche evidenziato che gli atti ostili dei gruppi armati arabi contro i coloni ebrei, comunque da condannare, e in generale l'ostilità generale della popolazione araba verso quella ebraica, trovavano spiegazione nel timore di ritrovarsi con il tempo a essere etnia di minoranza in una nazione ebraica. Secondo stime palestinesi, la West Bank è abitata da circa 2,4 milioni di palestinesi, mentre la Striscia di Gaza da altri 1,4 milioni, mentre la somma della popolazione di Israele e dei territori palestinesi sarebbe stimabile tra i 9,8 e i 10,8 milioni di abitanti. la guerra terminò con la vittoria dell'esercito romano contro il pretendente al trono Simon Bar Kokheba, ma a costo di pesanti perdite. La comunità quindi, con la sua popolazione urbana e rurale, con la sua organizzazione politica, religiosa, sociale, la sua lingua e i suoi costumi, e la sua vita, ha di fatto caratteristiche "nazionali". Lo ha fatto senza alcun negoziato con Israele, senza alcun compromesso e senza confini riconosciuti. È mio piacere fornirle, in nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di comprensione per le aspirazioni dell'ebraismo sionista che sono state presentate, e approvate, dal governo. La derivazione del nome greco Palaistine dalla terra dei Filistei è confermata da Giuseppe Flavio, anche se, come si è detto, il nome fu usato da greci e romani per riferirsi a un'area più ampia rispetto a quella anticamente abitata dai Filistei. [6] Sette iscrizioni assire, risalenti al periodo dall'800 a.C. circa fino a più di un secolo più tardi, si riferiscono alla regione come "Palashtu" o "Pilistu".[7]. "His Majesty's Government view with favour the establishment in Palestine of a national home for the Jewish people, and will use their best endeavours to facilitate the achievement of this object, it being clearly understood that nothing shall be done which may prejudice the civil and religious rights of existing non-Jewish communities in Palestine, or the rights and political status enjoyed by Jews in any other country." L'ONU proclamò una tregua il 29 maggio ed essa entrò in vigore l'11 giugno con una durata di 28 giorni. "la Santa"). 1. Sempre per la parte economica l'UNSCOP prevedeva il possibile arrivo di aiuti internazionali per la costruzione di sistemi di irrigazione in entrambi gli stati. Secondo Sachar l'aumento della partecipazione araba nel campo industriale, valutabile in un aumento del 25%, era da ricondursi alla richiesta di produzione dovuto all'immigrazione ebraica. La terza guerra giudaica (132-134 d.C.) fu causata in parte anche dalla decisione di Adriano di cambiare il nome della capitale in Aelia Capitolina e di inquadrare completamente la provincia tra le istituzioni dell'Impero. Uno dei primi atti del governo israeliano fu quello di abrogare le limitazioni all'immigrazione contenute nel Libro Bianco del 1939. Gli ebrei ritengono i governi arabi i soli veri responsabili della creazione del problema dei profughi. Per l'area della Palestina l'accordo prevedeva: «That in the brown area there shall be established an international administration, the form of which is to be decided upon after consultation with Russia, and subsequently in consultation with the other allies, and the representatives of the sheriff of Mecca.», «Che nella zona marrone [la Palestina] potrà essere istituita un'amministrazione internazionale la cui forma dovrà essere decisa dopo essersi consultati con la Russia e in seguito con gli altri alleati e i rappresentanti dello sceicco della Mecca.». A causa di questa tregua l'ala più estremista del movimento si staccò, dando vita al gruppo Lohamei Herut Israel (o Lehi, conosciuto anche come Banda Stern, dal nome di Avraham Stern, il suo fondatore), che negli anni seguenti concentrò le proprie azioni contro bersagli britannici e che tra il 1940 e il 1941 tentò per due volte, senza successo, di stringere accordi con le forze nazifasciste in chiave anti-britannica[19][20]. Le Nazioni Unite stimarono che 711 000 palestinesi, metà della popolazione araba della Palestina dell'epoca, fuggirono, emigrarono o furono allontanati con la forza durante il conflitto e nelle violenze dei mesi precedenti.